Enoteche e innovazione digitale

ovvero, come affrontare le tecnologie esponenziali nel mercato del vino

Ciao!

Una delle novità portate dalla trasformazione digitale è la disintermediazione, che in pratica significa una scorciatoia tra produttore e consumatore. Se questa sembra essere una cosa buona per il consumatore, potrebbe esserlo un po’ meno per chi sta in mezzo, ossia il negoziante.

E visto che qui si parla di vino, il problema potrebbero averlo le enoteche, che come tanti altri negozi vedono i propri clienti che spingono sull’e-commerce. Un mercato che vale, più o meno, attorno ai 10 milioni di €, diciamo circa l’1% del valore totale del mercato del vino in Italia.

Non ci sono dati confermati per quel che riguarda la vendita di vino online, non è semplice trovarli. Però in un convegno ad aprile tenuto presso Verona Fiere al Vinitaly Wine Club, è apparso chiaro che alle piattaforme e-commerce di Carrefour, Coop e Auchan, si è aggiunta anche Amazon.

Ed in tutto questo, le enoteche cosa fanno, o meglio, cosa possono fare? Sicuramente sfruttare i loro punti di forza, ossia le degustazioni e la ricerca di nuove etichette, è la cosa migliore. E bere un buon bicchiere con gli amici aiuta nella creazione delle community, ossia della comitiva. Però potrebbe non bastare per constrastare la comodità dell’acquisto online, dei prezzi migliori, della possibilità di comprare bottiglie in formato diverso dal solito 0,75.

Sebbene in Italia ancora non siano diffusi, i Wine Club stanno indicando che anche per il vino il nuovo modello di business è quello della sottoscrizione. Si paga un abbonamento mensile e vengono assicurate 4 o 6 bottiglie, a volte anche con degli assaggi in piccoli contenitori da un bicchiere. Le etichette vengono scelte da uno scaffale virtuale che non è molto ampio, ma che spesso è composto da piccole cantine che, in questo modo, vedono un buon canale di vendita assicurato per la loro produzione.

Nell’ultima puntata del podcast ho parlato dell’enoteca parigina Nouvelle Cave, che mescola il classico modo di vendere vino, scegliendoli dagli scaffali, al canale digitale, offrendo la possibilità di accedere ad uno store online per scegliere altre etichette e farsele consegnare direttamente al bancone dopo qualche giorno.

È chiaro che, facendo parte di Casino Group, praticamente uno dei più grandi gruppi commerciali di Francia, la strada per loro è piuttosto agevole. Anche usare l’ecommerce di Cdiscount e la tecnologia di Matcha aiuta parecchio.

Le enoteche dunque devono iniziare a guardare al futuro, alle nuove generazioni, quelle che acquistano con lo smartphone, che chiedono di pagare con la carta, di avere informazioni sui vini leggendoli sul loro dispositivo mobile inquadrando un QR-code o affidandosi alla sapienza digitale di un voice assistant come Alexa. Queste sono cose che possono essere fatte tranquillamente in enoteca, ma capisco che se non siete proprio amanti della tecnologia, alcune innovazioni possono spaventare.

Le capacità e la professionalità degli enotecari è un altro dei punti di forza del negozio fisico, e quindi perché non sfruttarla fino in fondo restando accanto ai propri clienti 24 ore su 24?

Un sito web curato, con una sezione blog dove raccontare i rudimenti della degustazione, può essere un inizio. Oppure un podcast, se non avete tempo per fare video su YouTube. Meglio ancora, un bot che dal vostro sito web o dalla pagina facebook dell’enoteca consiglia i wine lover nelle proprie scelte, con gli abbinamenti, le occasioni, il budget di spesa. Esistono anche piattaforme gratuite per costruire dei chatbot, che infine non vuol dire altro che ‘risponditore automatico’. Ad esempio Chatfuel e Many Chat. Dovreste cominciare a pensarci su.


L’anno del wine lover inizia come al solito con Vignaioli Naturali a Roma 2020; l’evento di Tiziana Gallo segna l’inizio dell’anno in fatto di degustazioni e stabilisce dei metri di paragone per le altre fiere. Sabato 25 e Domenica 26 gennaio, a Roma al Westin Excelsior Hotel. Potete trovare le informazioni necessarie nel link alla pagina facebook dell’evento.


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