Fiere enologiche e strumenti digitali

Newsletter di Wine Tech - 29 Gennaio 2020

Ciao

Sabato scorso sono stato a Vignaioli Naturali a Roma, evento ormai classico per gli estimatori romani dei vini naturali. Non mi soffermo sui singoli vini, ma ci sono indubbiamente molte cantine giovani che si stanno dando da fare per produrre vini di qualità senza per questo dover disastrare il terreno, l’uva o il vino stesso.

In questa newsletter invece vorrei porre l’attenzione sullo svolgimento di un evento enologico, attenzione digitale ovviamente.

Mi spiego. In ogni fiera, dopo entrati, si riceve oltre al calice con la tracollina (e a Vignaioli Naturali a Roma anche quest’anno ce n’erano di davvero belle, acquistabili con pochi spiccioli), anche l’elenco delle cantine che partecipano, spesso disegnate sulla mappa della fiera. In questo modo se si cerca un’azienda specifica, si sa subito dove dirigersi senza doverla cercare troppo.

Una volta arrivati al banco d’assaggio, chiacchierata veloce con il produttore che spiega i propri vini, racconta altrettanto velocemente il suo modo di fare il vino e dove si trova la cantina. Intanto nel calice entra l’assaggio del vino, il giusto che serve per farsi un’idea di profumi e sapori.

Le fiere insomma sono eventi (quasi tutte, diciamo) disegnati soprattutto per i rivenditori, tipicamente distributori, ristoranti ed enoteche. Poco spazio, o nulla affatto, viene lasciato per un settore di mercato che invece dovrebbe essere coltivato di più, ossia l’enoturismo.

Ma come fare, quando si affollano al proprio banco dieci o quindici assaggiatori tutti con il calice proteso verso la bottiglia, in un salone pieno dove dopo un po’ occorre quasi strillare per farsi capire?

La tecnologia potrebbe venire in aiuto, di certo.

Un paio di idee vorrei condividerle con voi, idee che non costano molto per realizzazione, né da parte degli organizzatori dell’evento né da parte delle aziende vinicole.

Condividere l’esperienza social

Non sempre gli eventi tecnologici usano una cosa semplicissima come l’hashtag. Io sono un utilizzatore di Twitter soprattutto, ma la stessa cosa vale naturalmente su Instagram. Quindi, innanzitutto creare un hashtag che aiuti a concentrare i post, a farli trovare più facilmente e quindi condividerli. Naturalmente, non basta questo. Occorre che anche gli organizzatori inizino a fare post sull’evento, con foto e spezzoni video, marcandoli con l’hashtag ufficiale. È come quando ai miei tempi si andava a casa di qualcuno per ballare: finché non iniziava il padrone o la padrona di casa, stavamo tutti sui divani a far finta di niente.

Ma non basta nemmeno questo. Non si può girare per un evento con lo smartphone in mano per vedere gli ultimi post o per lanciarne di nuovi. Però si potrebbero leggere su monitor posizionati all’interno dello spazio fieristico: ne bastano un paio, con una connessione Internet ed un software per la condivisione automatica. Mentre il wine lover si sposta all’interno del salone o del capannone, i monitor rimandano le interazioni di altri visitatori, spingendo quindi a produrre altri post, altre foto, altri video. È la condivisione, risultato delle tecnologie digitali che aiutano anche chi è rimasto a casa a farsi un’idea dell’atmosfera dell’evento e delle cantine partecipanti.

Convincere l’enoturista

Il turismo enologico è in continua crescita, e questo grazie al grande numero di ottime cantine vinicole in Italia e alla loro relativa vicinanza anche alle più grandi città. Quindi, perché non usare la fiera per far vedere come è fatta la propria azienda, il territorio, i dintorni? Spesso alcuni produttori hanno un tablet sui tavoli dove girano le immagini e i video presi in cantina o in vigna. Ma quando la folla preme al banco d’assaggio, il tablet non si riesce nemmeno a vederlo (a parte al Vinitaly, ma lì spazi e risorse sono ben più grandi). Quindi, perché non usare i monitor di cui dicevo sopra per rilanciare i video e le foto di quelle aziende vinicole che decidono di abbonarsi al servizio? I momenti di pausa tra un Trebbiano ed un Aleatico, tra un Nero d’Avola ed un Brunello, magari assaggiando un piatto di formaggi e salumi, potrebbero essere passati guardando le immagini dei panorami attorno alle vigne, dei punti di interesse, i video delle vendemmie.

E questo a tutto vantaggio della scelta della prossima tappa per un week end all’insegna del turismo enologico.


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