Il vino è fatto anche di marketing

18 - La newsletter di The Digital Wine - 27 luglio 2020

Ciao

in realtà non sapevo se mettere un punto interrogativo alla fine del titolo, ma ci ho pensato su ed ho deciso che andava bene così. Perché credo che ormai sia sotto gli occhi di tutti che il vino non basta produrlo, ma occorre poi venderlo e saperlo vendere.

Il mercato italiano sconta le dimensioni ridotte delle aziende vinicole, con vigneti tra i 2 e i 5 ettari in media. Ottime cantine che fanno ottimi vini, praticamente ovunque si trovano delle particolarità, delle ‘chicche’ che creano un effetto WOW anche al wine lover più esigente.

Facciamo un po’ di numeri. In Italia ci sono più o meno 300.000 aziende che producono uva da vino, ma solo 47.000 (dati ISMEA 2018) le vinificano, e di queste solo 9000 imbottigliano il vino che producono, anche se le imprese industriali sono solo 2000. Cantine sociali e consorzi hanno circa il 60% di tutto il vino italiano, proveniente sia dalle uve di chi non vinifica che dall’acquisto di vino da terzi. Più della metà di tutto il vino italiano (fra i 47 e i 54 milioni di ettolitri l’anno) viene venduto all’estero.

La superficie media in realtà è in linea con quella europea (leggermente al di sotto); non ci sono certo i numeri delle aziende USA o Australiane.

Basta coi numeri. Volevo solo sottolineare come esistano un gran numero di aziende vinicole piccole, a conduzione familiare e senza una forte struttura commerciale.

In questi mesi ho avuto modo di acquistare vino anche da molti vignaioli amici, che spesso fanno piccole produzioni, diciamo entro le 100.000 bottiglie l’anno. Alcuni anche meno, soprattutto perché mantengono basse le rese dei loro vigneti.

Se durante un normale periodo riuscivo ad acquistare i loro vini girando per enoteche e fiere, adesso la cosa mi è risultata più difficile.

Alcuni non hanno un vero e proprio distributore nella mia città (Roma), altri fanno le consegne in proprio o con corrieri non proprio a basso prezzo. Online non sempre si trovano. Insomma, una situazione che se era difficile in tempi normali, adesso rischia di tirarli fuori dal mercato.

Quindi, ecco spiegato il titolo. Il vino non è solo romantica produzione ma anche sporco marketing, ed ogni azienda vinicola dovrebbe (se già non l’ha fatto) rendersene conto. Che senso ha fare un ottimo vino, apprezzato durante le fiere, se poi non si riesce a raggiungere il mercato?

Adesso è stato il lockdown e la chiusura dei canali Ho.Re.Ca, ma un domani può essere un problema nei trasporti, un cambio di rotta nei mercati, l’ingresso di un competitor con meno qualità ma più capacità di vendita.

Entrare nei database dei grandi e-shop di vino può non essere facile, di questo se ne potrebbero occupare i Consorzi, se solo capissero cosa è un computer. Quindi, strada chiusa da quella parte.

Creare un proprio e-commerce non è così dispendioso come può sembrare, soprattutto se ci si mette insieme per dividere le spese insieme a qualche altro collega. Naturalmente, questa è un’attività che va spinta, va diffusa, va evidenziata nei canali online in particolare i social.

Le aziende più piccole (mi rivolgo in particolare ai produttori di vino naturale, che sembrano aver perso il senso dei tempi) non hanno creato eventi online. Eppure fare una live su facebook non è complicato, per iniziare può bastare uno smartphone. Ma che dico della live su facebook, molti non hanno nemmeno un sito web aggiornato!

L’idea romantica del consumatore che viaggia per cantine alla ricerca del calice migliore non regge più; non era più così negli anni precedenti, lo è meno ancora nel 2020, lo sarà sempre meno negli anni a venire. Devono essere differenziati i canali, consentire di trovare il proprio vino anche online, ottimizzando le risorse ed i costi per il trasporto/bottiglia, e massimizzando lo sforzo nel marketing.

Una strategia deve essere trovata, altrimenti rischiamo di perdere il grande patrimonio, di vino e di umanità, dei piccoli vignaioli.


A proposito del podcast: oltre ad ascoltarlo su Spreaker, su Spotify, su iTunes, potete andare anche direttamente su https://thedigitalwine.com/podcast. Ed ho anche messo su un canale YouTube, è solo una prova per adesso, che trovate su https://thedigitalwine.com/video. Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate.